“FORGET TUSCANY”: L’OVERTOURISM CONCLAMATO A FIRENZE E IN ALTRE LOCALITÀ TOSCANE È IL FRUTTO DI UN MODELLO DI SVILUPPO SBAGLIATO. LA POLITICA TORNI A ESERCITARE UN RUOLO GUIDA

“FORGET TUSCANY”: L’OVERTOURISM CONCLAMATO A FIRENZE E IN ALTRE LOCALITÀ TOSCANE È IL FRUTTO DI UN MODELLO DI SVILUPPO SBAGLIATO. LA POLITICA TORNI A ESERCITARE UN RUOLO GUIDA

Foto di copertina © Massimo Lensi

Firenze, 15 gennaio 2019

A scriverlo è ora anche l’autorevole giornale londinese The Times. Come andiamo ripetendo da tempo, il problema dell’overtourism è serio e non nasce dal dire le cose come stanno, ma dagli errori in cui ci si ostina a perseverare. La sovra saturazione turistica che affligge Firenze e altre località toscane è frutto di un modello di sviluppo profondamente sbagliato.

Un modello che della rincorsa a flussi sempre maggiori di turisti ha fatto il perno dell’economia di un intero territorio.

Un’economia quasi monotematica perseguita senza curarsi della sua sostenibilità a lungo termine, anzi sacrificando a esso sia la vivibilità delle nostre città, trasformate in lunapark per il turismo di massa, sia la biodiversità economica, sia la tutela di quel tesoro storico e paesaggistico che ha sin qui reso la Toscana meta ambita per tanti nel mondo. E se sin qui a suonare l’allarme erano solo le voci inascoltate dei residenti, oggi i frutti di quanto seminato si presentano con segnali chiari da parte degli stessi turisti attraverso autorevoli testate internazionali e il moltiplicarsi di recensioni negative sul web.

Ora è urgente correre ai ripari.

Ma attenzione: non è mettendo la testa sotto le sabbie mobili di nuove strategie di marketing territoriale e ulteriore diversificazione dell’offerta che si affronta l’overtourism. Né con nuovi ticket d’ingresso da reinvestire nella promozione turistica.  Servono, al contrario, serie politiche di demarketing territoriale per riportare il turismo a numeri e caratteristiche accettabili, facendo al contempo leva sull’economia di territorio e sostenendone la diversificazione. E’ una strada in salita, molto complessa e ha bisogno di una forte coesione territoriale tra cittadinanza ed enti locali, ma è l’unica. Se a livello locale è l’economia a guidare la politica (e non l’opposto) il consumo non sostenibile del patrimonio della città diverrà irreversibile.

Per queste ragioni è importante riuscire a parlare del fenomeno overtourism anche nella imminente campagna elettorale per il rinnovo delle amministrazioni locali, facendo tesoro dei tanti errori fatti sin qui.

Associazione Progetto Firenze