AFFITTI BREVI: FARE, DISFARE PER RITROVARSI CON UN NULLA DI FATTO AL PUNTO DI PARTENZA.

AFFITTI BREVI: FARE, DISFARE PER RITROVARSI CON UN NULLA DI FATTO AL PUNTO DI PARTENZA.

Farebbe ridere se quanto accaduto fosse parte di un gioco estivo e non, come invece purtroppo è, la logica conseguenza di indecisioni protratte troppo a lungo culminate nella maldestra decisione di stralciare dal nuovo Piano Operativo la disciplina delle locazioni turistiche introdotta nel Regolamento Urbanistico. Questa la conclusione che possiamo trarre dalla lettura della sentenza emessa oggi dal TAR.

L’intero territorio fiorentino sta ormai da troppi anni subendo lo stravolgimento che l’industria del turismo ha introdotto in ogni aspetto della vita pubblica e privata delle città, fino al punto di renderle inarrivabili e insostenibili – da ogni punto di vista, economico, ecologico e di qualità del vivere – per gran parte dei lavoratori e residenti, anche benestanti.

Servono regole, decise e chiare per tutti, e servono ora, subito. Altro tempo da perdere non ce n’è, anche perché nel frattempo il nuovo decreto “Salva Casa” è intervenuto a frapporre nuovi ostacoli all’esercizio delle competenze regionali e comunali in materia urbanistica, semplificando e liberalizzando ulteriormente i passaggi tra tutte le categorie d’uso, anche in assenza di opere (1).

 

Non possiamo quindi che rinnovare due accorati appelli:

  • alla nuova Sindaca di Firenze, Sara Funaro, affinché si adoperi per inserire al più presto nel nuovo piano operativo una ferrea e chiara disciplina per tutte le attività ricettive e le locazioni turistiche;

  • alla Giunta e al Consiglio della regione Toscana, affinché analoghe e stringenti discipline siano inserite anche nel Testo Unico del turismo regionale e nella legge 65/2014 per il governo del territorio; e affinché valutino se sussistano fondati motivi per opporsi alle limitazioni che il decreto “Salva Casa” sembrerebbe introdurre alle competenze di Regioni ed Enti locali in ambito urbanistico.

(1) per approfondimenti consigliamo la lettura dell’articolo del costituzionalista Giacomo Menegus consultabile qui