AREE IDONEE ALLE FONTI RINNOVABILI: una scelta strategica per la Regione Toscana. Non perdiamo l’occasione!
Le Associazioni che la scorsa estate hanno chiesto il confronto con la Giunta Regionale e che poi hanno partecipato agli incontri del tavolo indetto dall’Assessora Monia Monni sul tema decisivo della definizione delle aree idonee alle energie rinnovabili in Toscana, ringraziano l’Assessora per la disponibilità al dialogo e i tecnici e i dirigenti della Giunta per il difficile lavoro svolto. Il clima politico-culturale non è semplice e riconosciamo le difficoltà del contemperare diverse sensibilità e pressioni provenienti dalle direzioni più disparate.
Fatta questa doverosa premessa, se il testo restasse quello licenziato dalla Giunta Regionale, non potremmo che considerare il risultato una grande occasione perduta per la Regione Toscana. Un testo che, oltretutto, risulterebbe troppo restrittivo sia in base alla direttiva europea RED III, sia rispetto al Testo Unico sulle rinnovabili licenziato dal Governo a fine anno e che, anche alla luce dell’atteso giudizio di merito del Consiglio di Stato sulla legge nazionale aree idonee, espone la Regione Toscana al rischio di vedersi bocciare le proprie normative.
La Legge Regionale può e deve essere migliorata, e noi continueremo a chiederlo fino all’ultimo minuto utile. Non possiamo pensare che la Toscana acconsenta di farsi bloccare cedendo agli equivoci, alle piccole resistenze corporative, ai timori senza fondamento. L’occasione di dare alla Toscana una legge migliore potremmo però ancora coglierla, se il Consiglio Regionale decidesse di ascoltare le voci della scienza, dell’ecologismo che si misura coi fatti e coi numeri, del mondo produttivo e degli amministratori che hanno scelto il coraggio responsabile.
Per questo abbiamo convocato una grande assemblea del mondo ecologista e scientifico, delle organizzazioni di settore, delle forze politiche, sindacali, professionali, produttive, per chiedere al Consiglio Regionale della Toscana di ascoltarci, e di fare un passo decisivo in avanti.
Ci troveremo sabato 11 gennaio 2025 al Circolo Arci di Via Maccari a Firenze, a partire dalle ore 15.30.
Per punti, qui di seguito le nostre richieste e proposte:
1.È inaccettabile non definire aree idonee per l’energia eolica. L’energia eolica, (offshore e onshore), è un pilastro imprescindibile della transizione e soffre di un gravissimo ritardo sia in Toscana che a livello nazionale. Attualmente, gli iter degli impianti sono patologicamente lunghi (8-10 anni), ed anche far rientrare tali impianti nelle aree idonee, li renderebbe soltanto un po’ meno contorti, ma certamente non comunque eccessivamente rapidi, rispetto all’iter standard europeo di diciotto mesi.
Nelle nostre proposte di dettaglio mostriamo come si possano mettere questi impianti al servizio dei territori, ad esempio prevedendo che il programma di compensazioni territoriali di cui all’articolo 8, comma4, del dlgs 190/2024 debba essere destinato dai Comuni alla realizzazione di comunità energetiche, prioritariamente partecipando direttamente ad una parte dei parchi di cui si chiede l’autorizzazione.
2.L’agrivoltaico non può che nascere dalla collaborazione armoniosa tra agricoltore e azienda energetica, e non deve quindi essere ingessato in forme societarie rigide, che renderebbero sostanzialmente impraticabile il rischio finanziario per la stragrande maggioranza degli agricoltori nella nostra regione.
3.Occorre liberalizzare l’installazione del fotovoltaico sui tetti, rendendolo peraltro obbligatorio per le coperture dei parcheggi, delle scuole e degli edifici pubblici. La Regione deve stimolare i comuni a rivedere i propri regolamenti edilizi, per molti versi anacronistici con il contesto storico che stiamo vivendo. In questo senso, la Regione deve rivedere il PIT e stimolare i Comuni a rivedere i propri Regolamenti Edilizi, che spesso negano di fatto la possibilità di installazione di rinnovabili, creando da subito un ‘Osservatorio’ che analizzi e valuti tali Regolamenti.


