PERCHÈ NON SIA IL TURISMO A DEFINIRE LA RELAZIONE TRA RESIDENTI E CITTÀ

PERCHÈ NON SIA IL TURISMO A DEFINIRE LA RELAZIONE TRA RESIDENTI E CITTÀ

A Firenze sta maturando un dibattito, ancora embrionale, sui turisti come persone fisiche. La questione è la seguente: i turisti sono la causa o l’effetto del consumo di città, conseguenza delle politiche territoriali di sviluppo scelte dall’amministrazione (comunale e regionale)?

Un dibattito molto interessante, che la sentenza del TAR sugli affitti brevi ha riacceso, spostandolo sulla praticabilità di alcune scelte di politica amministrativa: il POC (Piano Operativo Comunale), per fare un esempio cogente.

La vulgata comunicativa, infatti, sostiene che delibera del Comune è “caduta”. In verità il TAR ha soltanto sancito l’improcedibilità del percorso giudiziale, che pertanto si è fermato in un nulla di fatto. La delibera sugli affitti brevi, per dire, potrebbe essere ripresentata e inserita di nuovo nel POC tal quale.

 Arriviamo al punto. Il turismo, di massa o d’élite che sia, è un fenomenale divoratore di identità civica. Firenze si è trasformata in peius negli ultimi anni, con un’accelerazione dopo l’emergenza Covid. E si è trovata rappresa nelle proprie difficoltà, di cui ha avuto un sincero terrore.  Una sintesi certamente frettolosa questa, che, tuttavia, rimanda a una generale visione delle politiche nazionali di sviluppo: il turismo come ultima spiaggia. Fondi internazionali di investimento, finanziarizzazione del sistema turistico, politiche frammentate sulle spalle dei residenti e dei lavoratori del turismo poco tutelati.

Non è dunque il turista cafone a preoccupare, anche se a volte fa incazzare come una biscia, ma l’assenza di una precisa volontà politica. Il rimandare sempre il problema ci condanna a essere il fanalino di coda dello sviluppo legato al Dio PIL. Farne a meno è quasi una bestemmia.

Per questa ragione, Progetto Firenze, continua a chiedere di proseguire nella strada delle regole, e di adottare nel POC misure stringenti sul fenomeno degli affitti brevi e della ricettività turistica, valide per tutto il territorio comunale. Così come continuiamo a ricordare alla Regione Toscana che è sulle sue spalle la definizione della relazione tra residente e città e che occorre darne formula anche nelle sue leggi. Un completamento normativo per la difesa di diritti altresì dimenticati.

Il turismo, amiamo ripetere, è una risorsa per Firenze. Attenzione, però, a non rovesciare retoricamente i fattori, perché la Toscana tutta e le sue persone sono già diventate una risorsa di sfruttamento per l’industria turistica. È da questa constatazione che si dovrebbe ripartire.